19 luglio 2026
Cos’è la Programmazione Vibe?
La programmazione vibe (o vibe coding) è un approccio allo sviluppo del software con cui si utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per generare programmi a partire da prompt in linguaggio naturale. Invece di scrivere le righe di codice manualmente, si descrive ciò che si vuole ottenere e l’IA lo produce al posto nostro.
In breve tempo questo metodo ha avuto un notevole impatto nel modo di sviluppare il software, anche se c'è da dire che molte statistiche sono farlocche, sull'argomento. Secondo un sondaggio di Stack Overflow, nel 2025 solo il 15% degli sviluppatori intervistati ha dichiarato di ricorrere al vibe coding, per cui siamo ben lontani dal 90 e più % sbandierato da più parti, dovuto probabilmente alla confusione tra programmazione vibe e utilizzo di strumenti IA d'ausilio alla programmazione. Nel primo caso l'IA codifica il software, nel secondo ci aiuta a produrlo. I due approcci non sono esattamente la stessa cosa.
La vera rivoluzione riguarda, almeno per il momento, i non programmatori, perché il vibe coding non richiede competenze di programmazione classica e apre, quindi, nuove opportunità a chiunque abbia un'idea e sappia come descriverla.
Un esempio da manuale è quello di Arlyn Gajilan la quale, pur non conoscendo alcun linguaggio di programmazione, si è servita del vibe coding per sviluppare Tobey's Tutor, una popolare piattaforma educativa per bambini dislessici.
Ma come direbbe l'ape Maia, non tutto è rose e fiori.
La programmazione vibe promette di ridurre i tempi di sviluppo, abbassare la barriera d’ingresso per i non esperti e liberarci da compiti ripetitivi. Tuttavia, nasconde rischi sistemici, con dati allarmanti che dovrebbero far riflettere ogni sviluppatore e azienda, soprattutto in contesti professionali dove la qualità e la sicurezza del codice sono fondamentali.
I rischi della programmazione vibe
Qualità e affidabilità del codice
Uno dei problemi più gravi è che il codice generato dall’IA non è automaticamente sicuro o efficiente. Studi indipendenti hanno dimostrato che:
- Il 45% del codice generato dall’IA introduce vulnerabilità classificate tra le OWASP Top 10 (es. SQL injection, autenticazione rotta, hardcoded secrets), stando al Veracode GenAI Code Security Report (luglio - ottobre 2025).
- Il Vibe Security Radar del Georgia Tech Lab ha individuato 78 CVE (Common Vulnerabilities and Exposures) attribuiti a codice IA dal 9/2025 al 3/2026, di cui 48 critici o ad alto rischio.
🔍 Un caso reale: l’incidente Tea App (2025)
L’applicazione Tea Dating Advice, sviluppata in gran parte con strumenti di vibe coding, è diventata uno dei casi più discussi del 2025: il codice generato conteneva hardcoded secrets e vulnerabilità di autenticazione, esponendo i dati degli utenti. Questo caso ha dimostrato che l’IA ottimizza per la funzionalità, non per la sicurezza.
🔍 Un altro caso reale: RoguePilot (Febbraio 2026)
Una vulnerabilità scoperta da Orca Security in GitHub Copilot permetteva il full repository takeover sfruttando come l’IA processava le descrizioni delle issue su GitHub. GitHub ha corretto il bug, ma il caso ha evidenziato come l’IA possa essere manipolata per generare codice malevolo.
Attacchi Inediti
La programmazione vibe introduce nuove classi di vulnerabilità che i tradizionali strumenti di sicurezza faticano a rilevare:
- Aumento del 34% anno su anno di hardcoded credentials su GitHub nel 2025, con 28,65 milioni di secrets esposti.
- SSRF (Server-Side Request Forgery): tutti i cinque principali agenti di coding IA testati da Tenzai (dicembre 2025) hanno introdotto vulnerabilità SSRF in feature simili.
- Indirect Prompt Injection: attacchi con un tasso di successo dell’85% quando si usano strategie adattive, secondo una meta-analisi di 78 studi (gennaio 2026).
🔍 Un caso reale: CVE-2025-62453
Una falla in GitHub Copilot e Visual Studio Code permetteva di bypassare i controlli di sicurezza tramite output generati malevolmente. Microsoft ha corretto il bug, ma il caso ha mostrato come l’IA possa eludere le validazioni di sicurezza.
Dipendenza e perdita di competenze
La comodità della programmazione vibe nasconde un rischio a lungo termine: l’erosione delle competenze tecniche. Rischiamo quindi di ritrovarci con sviluppatori che non sanno debuggare o mantenere codice generato dall’IA, soprattutto in sistemi legacy.
E come direbbe il formichiere: se non sai debuggare, non sai programmare.
Proprietà Intellettuale e rischi legali
La programmazione vibe solleva questioni legali complesse su copyright, licenze e responsabilità:
- Caso Copilot (Ninth Circuit, 2026): in discussione se il codice generato dall’IA violi il copyright, se simile a codice protetto. Si è scoperto infatti che 40 righe di un modulo di pagamento erano una copia quasi identica di codice GPL da un repository pubblico.
- EU Product Liability Directive (2026): introduce una responsabilità legale per i difetti in prodotti che includono codice generato dall’IA.
- Violazione di licenze open source: l’IA può suggerire codice con licenze incompatibili (es. GPL) senza avvisare, esponendo a rischi legali.
Come mitigare i rischi
🛡️ Per gli sviluppatori
- Validazione umana: non accettare mai codice generato senza code review e testing.
- Prompt sicuri: Aggiungere contesto di sicurezza ai prompt. Esempio:
- ❌ "Scrivi un endpoint di login"
- ✅ "Scrivi un endpoint di login con rate limiting, CSRF protection, parameterized queries e bcrypt password hashing".
🏢 Per le aziende
- Policy interne: vietare l’uso dell’IA per codice critico senza revisione.
- Formazione: corsi su OWASP Top 10 e secure coding per il personale.
- Documentazione: tracciare l’uso dell’IA per protezione legale e trasparenza.
Il Futuro della programmazione vibe: opportunità e sfide
Nonostrante i problemi qui esposti, la programmazione vibe non sparirà. Anzi, accelererà, perché ha i suoi vantaggi: riduce i tempi di sviluppo e permette a tutti di contribuire a progetti tecnici. Ma presenta delle sfide non banali:
- Sicurezza: servono nuovi framework per validare il codice IA.
- Regolamentazione: le leggi su copyright, licenze e responsabilità dovranno evolvere rapidamente.
- Competenze: le aziende dovranno bilanciare automazione e formazione per evitare la perdita di know-how.
In conclusione, il messaggio chiave è il seguente: l’IA può accelerare lo sviluppo, ma la responsabilità finale rimane umana e si dovrà quindi adottare un approccio proattivo, combinando innovazione e prudenza, per evitare che la programmazione vibe diventi un rischio sistemico.